


a guardare, sopra le teste, gli spigoli di cemento modellato sugli scheletri di calcestruzzo e l'anima di ferro, mi sfuggono le facce. mi sento solo a camminare giù lungo la stessa strada. ogni giorno.
e riempio gli occhi di condomini disordinati e crudi. sono passato dall'altro lato. respira lento il traffico e mi soffia sui jeans quando gli passo in mezzo.
non posso credere che mi sarebbe piaciuta la spazzatura. ne porto dentro anch'io un po'. l'immondizia che ha peso e che mi tengo dentro. vorrei fare leva tra le costole per infilarmi una mano dentro e prenderne una manciata. spargerla lì. ma adesso non mi sento niente bene perchè non so come mi sento.
stringo bene le nocche per vederle bianche appena fuori le tasche, con le dita serrate. ancora stretti i pugni e gli occhi pieni.
è tutto tranquillo, ne ha tutte le apparenze.
è vita stringere l'aria e non dire? non parlo davvero da tanto.
senza. vorrei una piazza con questo nome.


ho visto maria teresa di calcutta e charlton heston. ho girato l'angolo ed erano lì.
MT: ciao charli ti ho visto in tv.
CH: hai la faccia da albanese e sei vecchia. ahahahah. ciao comunque.
MT: hai la schiuma da barba in faccia. perchè?
CH: amo il mentolo. è virile. lo spruzzo sul prepuzio alle volte.
MT: non ho mai guardato un prepuzio. è appiccicoso e maleodorante. me l'ha detto dio.CH: dio mi deve un mucchio di soldi. gli sparerò.
MT: anche a me ne deve un po' ho venduto merchandising e non ho mai preso un antidoloridico. il dolore dev'essere ripagato.
CH: non hai le stimmate. posso spararti sui palmi. le pistole sono quasi dio.
MT: potrei sparare io con la tua?
CH: la tiro fuori?
IO: mi eccito a guardarvi. posso continuare?
MT: fai pure naso da ebreo.
CH: hai dei soldi per me?
IO: sì ma voglio toccare la tua pistola.
MT: c'ero prima io.
CH: hai la cataratta e puzzi di piscio.
IO: anch'io puzzo di piscio.
CH: io ti ho visto in tv.
MT: non è mai stato in tv l'ebreo.
IO: non sono ebreo.ho il prepuzio.
CH: mostracelo.
MT: non puoi avere il prepuzio, sei ebreo di sicuro.
IO: eccolo. vedete non sono circonciso.
CH: posso succhiarlo?
MT: posso anch'io?
IO: fate pure.
yummi.

al club degli ufficiali mi hanno cucito una divisa addosso. ho nascosto del vomito nelle tasche perchè fosse ributtante, è di un colore orribile e stretta. il fronte per la liberazione delle lacrime evaporate ha fatto irruzione qui dentro. io ostaggio perfetto: immobile di scotch e sudato. dai nastri di raso appuntati pendono le mie medaglie sul petto, sono dischi di cioccolato con su della carta dorata. le scarterei con tutti gli onori che rappresentano per i tizi dell'esercito. le succhio sciolte nel calore della lingua appiccicata al palato. io ostaggio con la bocca dolce e la lingua bruna. vorrei mi torturassero. se le cinghiate arriveranno io sarò pronto, ho provato come urlare a denti stretti davanti allo specchio.
di mattina, in piedi e disseppellito guardo attraverso le fessure degli occhi imperfetti con la sabbia del sonno ai loro angoli. grumi. la faccia scualcita dalle pieghe delle lenzuola è zittamuta. stropiccio i sogni residui. sveglio. tiro dentro i polmoni l'aria fredda, shhhhhhhh, silenzio e poi la butto fuori come mi avessero ferito. urlo. tanto nessuno capirebbe anche avessi io la spiegazione. ma ho la premonizione. oggi sarò rapito e torturato, voglio che le mie urla siano perfette e di celluloide. non voglio sembrare impreparato.
un taglio nell'aria risuona forte e nitido, la frusta finalmente. punito. la divisa è sbrindellata e si mischia alla mia pelle discontinua. non basta contare fino a cento dopo ogli singolo colpo per liberarsi dal dolore. a che serve una goccia di cemento dentro l'orecchio? il poliuretano espanso iniettato sotto la pelle?
ecco adesso sono ferito ma libero da tutti i mali.
amen.
senza divisa e senza reggimento e le lacrime depressurizzate.

il mercurio rotto che schizza e che risale sulle braccia tra i peli. tra uno e l'altro, invertebrato. puoi custodire il mercurio per me, giusto pochi minuti. il tempo di leggermi la voglia. dentro l'esofago roba ruvida come un boccone di pane cattivo.
e poi voglio guidare il mercurio lì dentro e farlo arrivare a mischiarsi col cibo.
-cosa?
-non mi assecondi perchè sei solo rimproveri collosi.
-telefonerò al dottore e lui ti caccerà le pillole in bocca. lui non è tuo padre e non è nessuno da amare, è una pillola che respira e che caca.
ho sempre pensato al perchè da trovare dentro di lui a che strada fare per sedermi sulla sua poltrona e a che maglietta mettere. non ne cavo mai nulla dal parlargli. leccamelo.
-non lasciarlo cadere a terra il mercurio. sfuggirà e noi in ginocchio lo dovremo cercare. fermo. sto già male.
-è una idiozia. ti farà male. si chiama intossicazione da mercurio. ne hai mai sentito parlare? fa male più di una revolverata. colpo di pistola è il proiettile incoordinato e sfuggente. imprevedibile. non riesci neanche a tenerlo sulla lingua, ti schizzerà da ogni parte.
- è come mangiare una cosa viva. ne puoi sentire i passi scoordinati.
-cazzo dici?
-voglio e basta. mi stai accanto come un guardiano. come una babysitter per disturbati e io sono completamente deciso. io sono incredibilmente insensato. oddio oddio. lo raccontiamo insieme. scordati.
-mangialo e dici che non te l'avevo detto.
-incrinati.
-sputati.
-muori
senza silenzio qui dentro. disturbo e occhi socchiusi. iintorno un' orbita di fruscii crepitii cigolii la mia attenzione. oddio shhhhhh. vi prego. che tutto sia silenzio. il silenzio per andare a dormire. il silenzio di gommapiuma. white noise. oddio ho bisogno che tutto sia zitto. non posso chiudere gli occhi. acufeni. perdonami. me l'ha messo lui il rumore qui dentro. niente luce e buio di silenzio. niente vita. morte di morte.

ti sei dato il giorno. l'avevo scritto sul calendario perchè rimanesse uno scarabocchio agli occhi della gente qui in casa. io che sudo un sorriso sulla mia faccia, in ritardo nei desideri. il buio leviga la faccia in silenzio. il buio immaginato ore fa è.
è!
esistere al buio mi fa felice. carezze amare che ti svegliano. fuori gli occhi da lì dentro, ad ogni palpebra battuta un' erezione. sposo il letto e ancora rompo il sonno. io noia.
io-sono-una-persona-solare-e-dinamica-che-sa-cosa-vuole-che-se-gli-pestano-i-piedi-è-molto-permalosa-mi-piace-andare-in-discoteca-il-calcio-i-cani-e-le-lame-tra-le-budella-ho-anche-partecipato-alle-selezioni-per-un-concorso-di-bellezza.


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Requiem for a dream